2020: i trend del nuovo decennio.

Negli ultimi vent’anni la tecnologia è stata la protagonista indiscussa di ogni cambiamento, influenzando notevolmente tutti gli aspetti della nostra vita. Ma cosa ci riserverà questo nuovo decennio?

A ritmo incalzante facciamo ingresso in questo nuovo decennio ricco di nuove sfide e cambiamenti che modificheranno il nostro modo di vivere e vedere il mondo. Vogliamo analizzare insieme cosa si prospetta per l’anno appena iniziato.. e poi chissà se tra qualche anno (o forse mese) potremo confermare o meno le nostre previsioni.

Un ultimo sguardo indietro

Questi primi vent’anni del nuovo millennio hanno sicuramente piazzato la bandierina su importanti traguardi.

Era il primo gennaio 2000 quando in Italia arrivò la ADSL con 640 kb/s, sembra passata un’infinità se si pensa che oggi più di 3 miliardi di persone nel mondo hanno in casa uno smart assistant, uno di quegli altoparlanti dotati di intelligenza artificiale che vengono definiti assistenti virtuali ed a cui ci appelliamo chiamandoli per nome – “Alexa, accendi la luce in salotto”.

Ma non solo. Ad inizio 2000 il concetto di touchscreen risultava scomodo e poco comprensibile anche a causa di evidenti limiti hardware, alcuni rimpiangevano le chiusure dei Blockbuster ed oggi invece abbiamo Netflix, Amazon Prime e tutte le altre piattaforme video on-demand. Questa nuova epoca ha spostato considerevolmente il confine tra pubblico e privato, lo abbiamo raccontato nell’articolo “Nuovo regolamento GDPR: tra responsabilità ed adeguamento per PMI” cosa significa oggi il concetto di privacy per una piccola media impresa italiana.

Ma cosa possiamo aspettarci per il futuro quando colleghiamo il concetto di tecnologia alle piccole e medie imprese in italia?

Open innovation

Definita per la prima volta nel 2003 da Henry Chesbrough, economista e autore statunitense, come “the new imperative for creating and profiting from technology”.

L’open innovation è il luogo in cui elaborazione, raccolta delle informazioni e consegna dei contenuti avvengono perché le grandi aziende necessitano di innovazione e si rivolgono a piccole imprese e Startup. All’inverso, queste ultime, hanno bisogno di un ambiente che faccia da incubatore, per crescere. Il modello di Open Innovation dovrebbe quindi prevedere che un’azienda acceda all’innovazione presente sul mercato con il proprio business model.

Cosa significa? Tempi notevolmente ridotti tra la fase di ideazione di un prodotto o di un servizio e quella di immissione sul mercato, ma anche maggiore competitività per quanto concerne creatività ed innovazione che nascono dalla modulazione di risorse interne all’azienda e input esterni.

In Italia lo scenario che deriva dall’innovazione si sta riconfigurando, ma il processo interessa ancora una porzione troppo bassa di PMI. Tuttavia si stima che nei prossimi anni il divario tra grandi imprese che investono in Startup e PMI si riduca, maturando la consapevolezza delle opportunità derivanti dall’Open Innovation.

Un esempio di Open Innovation in Italia è Cisco che, nel 2017, ha lanciato con Intesa SanPaolo #StartUPinitiative, bando per imprese di smart manufacturing. Un programma per selezionare startup 4.0 alla ricerca di investimenti tra i duecentomila ed i cinque milioni di euro.

Tecnologia immersiva per comunicare

La crescente commistione tra le capacità fisiche e virtuali che l’essere umano può ospitare, ci porta a parlare di Human Augmentation. Con questo termine si indicano le tecnologie che migliorano produttività e capacità umana, come una sorta di estensione del corpo o della mente umana.

Strettamente connessa alla human augmentation è la Multi-Experience, basata sulla generazione di esperienze coinvolgenti grazie ad AR (Augmented Reality) e VR (Virtual Reality).

Un ottimo esempio di applicazione dell’AR alla Business Industry è stato il lancio di Pokémon GO nel 2016, celebre videogioco degli anni ‘90 aggiornato ai giorni nostri così da permettere di catturare Pokémon selvatici nell’ambiente reale o affrontarli all’interno di palestre sparse sul territorio.

Ma che impatto ha avuto il gioco sulle aziende? Semplice: mentre i giocatori rincorrevamo per strada i pokémon, imprese o attività locali erano pronte ad offrirsi come luoghi di caccia o come palestre dove sfidarsi, rendendo i loro negozi fisici ancor più appetibili.

Il dibattito su questo genere di promozione non si può prescindere, ma quello che è certo è che i tuoi clienti stanno diventano sempre più esigenti e difficili da raggiungere con contenuti standard e la produzione di contenuti interattivi rappresenta sicuramente un buon indirizzo per ogni piccola e media impresa.

Augmented Reality, Data, Voice

Nel panorama economico in cui ci troviamo, a cosa bisognerà prestare attenzione nel 2020?

In quest’area, più che di trend per il 2020 abbiamo voluto individuare alcune best practice, che vengono utilizzate da grandi aziende e multinazionali, spesso scarsamente adottate quando si parla di gestione finanziaria nelle piccole e medie imprese.

  1. Trasmettere l’importanza della creazione di valore al tuo team, con partnership, ottimizzazione tramite report, individuazione di KPI e dei driver di business critici.

  2. Ridurre le attività manuali per alcuni processi finanziari, ad esempio facendo ricorso a piattaforme open source per l’elaborazione dei dati.

  3. Mantenere la previsione economica continuativa nei trimestri, per attuare un processo di pianificazione aziendale omogeneo e flessibile, rispetto alle variazioni di mercato.

  4. Analizzare le capacità gestionali della tua azienda per una migliore organizzazione, tempestività e precisione.

Negli ultimi anni l’utilizzo tecnologia, dei canali social e la relativa produzione di contenuti hanno toccato numeri mai visti prima.
Le aziende stesse hanno potenziato le loro attività di comunicazione con l’obiettivo di creare maggiori punti di contatti con i propri clienti attraverso gli strumenti digitali. Il numero di siti web nel mondo è cresciuto senza controllo: dal primo sito web nel 1991 a 1 miliardo nel 2014 – oggi ne contiamo circa 1,7 miliardi (non tutti attivi). I social media contano circa 3,48 miliardi di utenti nel 2019, con un incremento di oltre il 75% negli ultimi cinque anni. Questi numeri sono in crescita, così come i contenuti, le immagini e le interazioni che popolano oggi il mondo digitale.

Questo scenario ci preannuncia una conseguenza: saremo – e per certi versi lo siamo già – dipendenti dalla tecnologia. E proprio per questo nei prossimi anni, sentiremo sempre più spesso parlare di Digital Detox: staccare completamente dalla tecnologia, fare una pausa dal mondo digitale.
Proprio come accade al rientro dalle festività natalizie che, si sa, sono le più difficili da digerire, il Digital Detox rappresenta un momento purificante dopo gli eccessi.

Il digitale è un’opportunità certo, ma non rischiare di perdere il contatto con i tuoi clienti. Mantenere un controllo equilibrato dell’uso degli strumenti di connessione online ti aiuterà a percepire un maggiore benessere, pensando a nuovi modi di utilizzare la tecnologia, internet e le loro opportunità.

Digital Detox: opportunità per entrare direttamente in contatto con i tuoi clienti

Conclusioni

Queste sono le previsioni di Nauta per il nuovo anno, una sguardo d’insieme sullo scenario futuro che ci aspetta.

Rimanere al passo con i nuovi trend significa avere consapevolezza di come il mondo intorno a te cambierà e come questo potrà influire sul tuo business. Quali azioni puoi intraprendere ora?

Non ti resta che stilare la tua lista di obiettivi per il 2020!

Scopri come applicare questi concetti anche all'interno della tua azienda.

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