Accessibilità di un sito web: un’opportunità per parlare davvero a tutti.

Il web è un’opportunità: con un solo click puoi avere il mondo a portata di mano, sempre che tu riesca ad adoperare un mouse, o vedere lo schermo, o sentire l’audio…in altre parole sempre che tu non abbia qualche tipo di disabilità.

Immaginate di aprire un negozio di alimentari, una delle prime cose che valuterete è l’arredamento, la disposizione degli elementi nello spazio: dove metterò il bancone affinché sia visibile? Dove sarà la cassa affinché non intralci l’eventuale coda?
Ma soprattutto come disporrò gli spazi in modo che dall’entrata chiunque possa usufruire della struttura?
Eventuali scalini potrebbero risultare un ostacolo per chi ha problemi motori? Valuterai un piano terra o di inserire la rampa!

Vale per un negozio, come per qualsiasi esercizio commerciale privato o pubblico: l’accessibilità è un tema prioritario.

Perché la stessa cosa non dovrebbe essere valida per gli spazi online?

Accessibilità come opportunità

L’accessibilità non è un limite al design del tuo sito web, ma un’opportunità per includere tutto il tuo pubblico

Oggi il concetto di accessibilità online risiede in un territorio ancora molto poco esplorato e battuto, tanto che spesso non viene neanche lontanamente considerato durante la costruzione di un sito web. E quando invece succede, i dubbi e i limiti sono spesso sintomo di poca chiarezza intorno al tema.

Facciamo quindi un passo indietro, perché capire l’accessibilità significa comprendere i bisogni e i comportamenti delle persone.

Se è vero che il web offre alle persone opportunità incredibili, indipendenza e libertà che nessun altro mezzo potrebbe conferirgli, dall’altra parte se le pagine web e i siti non sono progettati con un approccio consapevolmente rivolto all’accessibilità si finisce per escludere un segmento della popolazione che nutre nei confronti della rete grossissime aspettative.

Oggi la maggior parte delle persone troverebbe difficile immaginare la propria vita senza internet. Negli ultimi 10 anni, i siti web si sono moltiplicati e le aziende adeguate alla creazione di un proprio sito web attraverso cui entrare in contatto con clienti e potenziali tali.

Il web è un’opportunità: con un solo click puoi avere il mondo a portata di mano, sempre che tu riesca ad adoperare un mouse, o vedere lo schermo, o sentire l’audio…in altre parole sempre che tu non abbia qualche tipo di disabilità.

Comprendere le disabilità e non solo

Il concetto di disabilità ha subito negli ultimi decenni diverse trasformazioni, passando da essere considerato solo per fattori organici ad anche per fattori sociali. Che cosa vuol dire?

La disabilità viene oggi trattata in senso dinamico, in quanto non solo dipendente da stati patologici cronici, ma anche da fattori psichici e sociali, fattori necessariamente in costante evoluzione perché legati anche dall’ambiente e dalla società che intorno a noi cambiano. Affrontare le disabilità di un utente online significa quindi immedesimarsi in un comportamento nuovo anche per chi i siti li progetta.

Secondo diversi studi si stima che il 20% della popolazione presenti disabilità. Non tutte le disabilità rendono difficoltoso l’accesso al web, ma rappresenta comunque una significativa fetta della popolazione.

Le principali categorie di disabilità sono:

  • Visive: Cecità, ipovisione, daltonismo.

  • Uditive: Sordità e problemi di udito.

  • Motorie: Impossibilità di utilizzare un mouse, tempo di risposta lenta, limitato controllo motorio.

  • Cognitive: Difficoltà di apprendimento, distraibilità, incapacità di ricordare o concentrarsi su grandi quantità di informazioni.

    Ogni tipologia di disabilità richiede particolari adattamenti al design delle pagine web. Capita spesso che a beneficiarne non siano solo gli utenti con disabilità. Oltre alla disabilità bisogna tener conto della eterogeneità del pubblico: persone giovani e anziane, nativi digitali e utenti occasionali cercando di offrire loro sempre un’esperienza utente di qualità.

Tutti ad esempio sono agevolati da illustrazioni esplicative, dall’impaginazione corretta dei testi e da un semplice sistema di navigazione. Infatti, come didascalie e sottotitoli sono indispensabili per i non udenti, possono allo stesso modo essere d’aiuto anche a coloro stiano guardando un video senza audio.

Anziani con difficoltà alla vista leggono bene sullo schermo grazie ai grandi caratteri del testo e la possibilità di modificarne ulteriormente la dimensione. Persone non udenti possono accedere liberamente ai video sul web grazie a sottotitoli redatti in modo specifico. Utenti in possesso di computer datati accedono tranquillamente al sito web vedendolo adattarsi alle dimensioni del proprio schermo grazie al design responsivo.

L’idea di base è di progettare per tutti: tutte le tipologie di utenti che interagiscono con il tuo sito web o quello della tua azienda. Non tralasciare le questioni di accessibilità significa tenere sempre a mente il punto di vista dell’utente, il tuo cliente.

Disabilità
Un design ergonomico e adattabile di un sito web rappresenta un vantaggio per utenti con disabilità e non solo.

Le regole per rendere un sito web accessibile

Un sito accessibile, studiato per essere compreso e apprezzato da tutti, non è sinonimo di brutto o noioso.

L’accessibilità dei siti web si raggiunge innanzitutto con una corretta progettazione. Per questo è importante affidarsi ad un web designer professionista.

Tutti i siti web possono infatti essere resi accessibili. Dietro ad un sito web accessibile non sussiste solo un programma, ma anche una persona capace di inserire correttamente i contenuti – i testi, per esempio, devono essere trattati in modo specifico perché siano comprensibili da tutti – oltre che esperta di User Experience e User Interface, ossia capace di progettare uno spazio efficiente che permetta di vivere un’esperienza utile e piacevole a qualsiasi utente.

4 consigli pratici, utilizzabili come base di partenza, per rendere accessibile il tuo sito web.

Le linee guida standard a cui attenersi per implementare l’accessibilità di un sito web sono moltissime, ma qui abbiamo voluto raccogliere 4 aspetti che, dal punto di vista del design, soddisfino gli standard minimi.

Il colore e la visibilità dei contenuti.

Diverse categorie di persone non sono in grado, o hanno difficoltà, a distinguere un colore da un altro: per questo motivo uno dei primi aspetti da considerare in termini di accessibilità di un sito web è quello di non utilizzare il colore come unico strumento per trasmettere delle informazioni.

Perché lo inseriamo come primo punto? Vediamo sempre più siti web concentrati unicamente sull’estetica, in cui i colori di tendenza sono protagonisti. E sebbene i colori caratterizzino un brand, possono anche rappresentare un elemento di difficoltà per determinate tipologie di utenti: parliamo di utenti daltonici, ipovedenti o ciechi.

Rimanendo in tema di colore e di visibilità, un altro aspetto fondamentale è quello del contrasto tra sfondo e testo. Secondo le linee guida del W3C (il World Wide Web Consortium) il rapporto di contrasto tra il testo e lo sfondo di un sito web dovrebbe essere almeno 4,5 a 1.

Questi rapporti sono studiati affinché gli utenti ipovedenti, daltonici o con problemi di vista riescano a leggere correttamente e senza problemi il testo sui vari monitor.

Per chi non ha problemi di vista, immaginare queste difficoltà è complicato ma, per altri, risulta determinante.

Testo alternativo.

Le persone ipovedenti per navigare online utilizzano uno screen-reader ovvero un lettore che, grazie a un sistema di sintesi vocale, trasforma in ‘voce’ tutto ciò che risulta leggibile nella pagina web, comprese le immagini e i link.

Per questo il tag ALT – ossia il testo alternativo inserito per descrivere immagini, link od altri elementi della pagina – diventa essenziale per chi ha disabilità visive e utilizza uno screen-reader.

Struttura del form.

Tutti gli utenti devono essere in grado di compilare tutti i campi dei moduli presenti nei form di un sito web.
La tendenza attuale è avere nei propri siti web form strutturati con un design molto minimal, il quale tuttavia non risponde sempre alle esigenze di comprensione di un utente con disabilità.
Per questo motivo è importante verificare che tutte le etichette siano associate correttamente agli elementi rendendo possibile la correzione di eventuali errori di compilazione.

Navigabilità.

Sai che alcuni utenti con disabilità motorie, visive o che non hanno un totale controllo muscolare utilizzano la tastiera per la navigazione dei contenuti?
Il supporto alla navigazione tramite la tastiera è uno degli aspetti più critici dell’accessibilità di un sito web. Per questo è fondamentale verificare che tutti i componenti interattivi siano selezionabili e in ordine.
Inoltre, sempre in termini di navigabilità, è importante porre attenzione alle dimensioni e allo spazio: la lunghezza delle voci di menù, la profondità e la complessità delle sottovoci. Per le persone con disabilità motorie, ad esempio, può essere impegnativo navigare menù particolarmente strutturati.
Si consiglia per questo di fornire sempre delle scorciatoie con link che rimandano al contenuto principale, alla parte superiore della pagina o che permettono di saltare ad esempio una presentazione.

Questi 4 aspetti sono un buon punto di partenza quando si vuole progettare un sito web accessibile o quando si vuole rendere accessibile un sito già esistente. Tuttavia non sono sufficienti a risolvere tutte le criticità per un web accessibile, che necessitano la guida esperta di un professionista capace di considerare tutti gli elementi che concorrono a migliorare l’esperienza degli utenti online e rispettare gli standard normativi.

Abbiamo parlato di standard normativi, cosa intendiamo? In termini di accessibilità web negli ultimi anni sono state fatte diverse riflessioni su quali fossero le regole da rispettare e sono pertanto state pubblicate leggi e Linee Guida da rispettare.

Una su tutte le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) sono parte di una serie di linee guida per l’accessibilità dei siti Web, pubblicate dal Web Accessibility Initiative (WAI), che a sua volta fa parte del World Wide Web Consortium (W3C). Nel 2008 è stata pubblicata la versione aggiornata, consultabile online, che contiene tutti gli standard applicativi per garantire l’accessibilità di un sito web.

E in Italia? La strada è ancora lunga!
Nel 2004 infatti sul diritto di tutti all’accessibilità del web l’Italia ha prodotto la nota «Legge Stanca», nata a seguito dell’anno europeo della disabilità del 2003. All’epoca, anche se poi è stata poco applicata, è stata una normativa innovativa, che ha anticipato ciò che in parte ora chiede la Direttiva Europea del 2016.

Di fatto si chiedeva per la prima volta alle amministrazioni pubbliche di rendere accessibili a tutti i propri siti web e anche di rendere accessibile tutto ciò che era legato all’uso dell’informatica, comprendendo le postazioni di lavoro in ambito pubblico e pure in quello delle imprese private.

Il problema fondamentale? Le sanzioni previste dalla Legge per chi non avesse rispettato la normativa, non sono mai state applicate. Pertanto se le aziende pubbliche si sono prontamente impegnate a rendere i propri siti accessibili a tutti, quelle private sono ancora molto indietro nel processo di adeguamento.

Conclusioni

È interessante sapere che in futuro alcuni contesti dell’accessibilità potrebbero diventare fattore di posizionamento per i siti web. In tal senso coloro che hanno investito nel proprio sito rendendolo il più accessibile possibile, ne sarebbero avvantaggiati.

Con un aumento della consapevolezza e sensibilità per l’argomento il web raggiungerà porzioni sempre più ampie di utenti garantendo le stesse opportunità a tutti e soprattutto permettendo indipendenza e libertà attraverso uno strumento così potente quale è internet. 

Scopri come applicare questi concetti anche all'interno della tua azienda.

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