Conosci il tuo target?

Per fare del content marketing efficace, la prima cosa importante è sapere a chi ti stai rivolgendo.

Il tuo compagno, i tuoi genitori, chi condivide con te la maggior parte delle giornate, ti conoscerà meglio di chiunque altro probabilmente. Perché condividono con te dei momenti e osservano le tue azioni. Conoscono i tuoi gusti e sanno anche come sono cambiati nel tempo.

In occasione del tuo compleanno o di un momento speciale, ad esempio, è probabile che ti regalino una candela profumata. Perché? Perché hanno notato come, da qualche mese, l’interesse curioso che avevi mostrato per le candele profumate da ambiente, sia diventato una vera e propria passione. Sanno che quando rientri a casa, per prima cosa accendi una delle tue candele e che quello rappresenta il tuo momento di comfort e relax. Per questo ti regaleranno un candela profumata.

È importante sapere a chi ci si sta rivolgendo, che cosa si vuole comunicare e come impostare la giusta comunicazione. Pensa ai tuoi clienti come se fossero le persone più vicine a te.

Per conoscere il tuo target, comincia dalle piccole cose!

Le persone sono uniche e, nelle loro necessità e nei loro bisogni, ricercano cose differenti. Provano sentimenti e si confrontano con altre persone.
Se hai una PMI e stai cercando di capire da chi sia costituito il tuo target ricorda che, una volta scelto su cosa focalizzarti, il tuo dovrà essere un lavoro emozionale e sociale per essere ben fatto.

Ma cerchiamo di procedere con ordine.
Iniziamo dal Content Marketing, ossia un approccio strategico incentrato su creazione e distribuzione di un contenuto che abbia un certo valore per un determinato utente.

Per fare un buon content marketing è necessario che i tuoi contenuti vengano riconosciuti dal tuo target, per il valore che hanno. Quindi una prima mossa sarà definire a quale tipologia di target vorresti rivolgerti.

Una prima netta differenziazione sta nella suddivisione tra B2B e B2C.

B2B: Sono tutte le aziende che provano a raggiungere altre aziende – B2B sta infatti per business to business. La relazione sarà volta a creare, sviluppare e mantenere una rete di contatti che generino valore e crescita per l’impresa.

B2C: Quando la comunicazione è diretta ad un consumatore – business to consumer – e la relazione mira a creare una riflessione interiore, volta alla presa di una posizione.

Solo dopo che avrai chiarito questi aspetti potrai raccogliere ed analizzare i dati, per migliorare le informazioni sul tuo pubblico. Così riuscirai a:

  • rivolgerti all’utente giusto,

  • comunicare nel momento giusto,

  • inviare il messaggio giusto.

Che cosa si intende per Buyer Personas?

Per creare contenuti ad hoc che rispettino i gusti e le esigenze dei tuoi potenziali clienti, dovresti cominciare da un’analisi delle Buyer Personas, ovvero la base di partenza di qualunque campagna di Inbound Marketing.

Chi sono le Buyer Personas?
Ti ricordi di quando giocavi a “Indovina Chi?”? In parte dovrai portare a termine lo stesso processo di identikit intuitivo e creativo. Dalle informazioni demografiche, ai dati più obiettivi legati al genere, alla fascia d’età, ai comportamenti online, all’uso dei social e alle preferenze. Ne risulterà un profilo utente rappresentativo di un segmento del tuo pubblico di riferimento.

Per conoscere e comprendere davvero chi ci sta di fronte, è fondamentale impiegare del tempo e creare una profilazione dettagliata con informazioni demografiche e comportamentali.

Grazie alle Buyer Personas potrai creare una rappresentazione generica di un segmento di clientela ideale e potrai esercitare le tue capacità di interpretazione dei bisogni di clienti attuali e di identificazione di quella parte potenzialmente interessata.

Buyer Personas centrali nell'Inbound Marketing.

Acquisire nuovi clienti, i dettagli fanno la differenza!

Nonostante le Buyer Personas aiutino a migliorare e rendere più efficace la creazione dei contenuti, bisogna spingersi ancora una volta oltre. Bisogna pensare alla segmentazione dei clienti, alle loro priorità e ai loro insegnamenti.
Non smettere mai di interessarti, se è a loro che vuoi arrivare. Un approccio dedicato è un’attenzione in più che fa la differenza.

Alcuni consigli utili da tenere a mente:

  • Indipendentemente da come vorresti comunicare il tuo messaggio, devi capire qual è l’interlocutore più propenso ad ascoltarti! La chiave è scavare a fondo nelle informazioni e conoscere chi veramente rappresenta un buon utente per te. Non sarà così semplice ma, una volta portata a termine questa fase, il resto verrà in maniera molto più fluida e spontanea.

  • “Stai andando nella direzione giusta?”
    Ricorda di chiederti regolarmente se la tua strategia e le tue idee stanno funzionando. Coinvolgi il tuo team, discutine insieme per avere una visione omnicomprensiva di tutti gli aspetti.

  • Prova a fornire attivamente contenuti attraverso i canali più idonei. Inoltre mantieni una libreria sempre aggiornata di contenuti, sia quelli in uso, sia quelli utilizzati in passato, in modo da poterne implementare sempre migliori e sviluppare gli aspetti più performanti.

Una riflessione conclusiva sul significato di Target.
Il termine target significa “bersaglio”, quindi l’obiettivo che vorresti raggiungere; tuttavia è utile distaccarsi da questa visione onnivora in cui si rincorre l’obiettivo e si cerca di braccarlo.
Sarebbe più opportuno pensare che la tua segmentazione porti alla definizione delle persone, esseri umani come te che provano dei sentimenti e delle sensazioni. Non farti sopraffare da una quantità sterile di dati e informazioni, ma cerca di farne un uso intelligente parlando con il tuo pubblico.

Non tutti possono essere il tuo target. Identificalo, ascoltalo e comprendilo!

Può essere interessante sapere cosa ha fatto McDonald’s Canada nel 2012 e perché ha avuto così tanto successo.

  1. Di cosa si tratta.
    “Our food. Your Question” è una piattaforma, realizzata da McDonald’s Canada in collaborazione con con Tribal Worldwide, che in sei mesi ha risposto ad oltre 20.000 domande sulla catena di fast food.

  2. La trasparenza è il fattore fondamentale.
    Invece di aggiungere un’altra novità, McDonald’s Canada ha invitato i suoi interlocutori a chiedere tutto ciò che desiderassero, su quanto già c’era (e c’è).

  3. La trasparenza è diventata radicale.
    Anche alle domande più dissacranti, o in alcuni casi considerate sconvenienti, è stata data una risposta chiara e sono state riprodotte su banner e formati diversi.

Quello di McDonald’s è stato un approccio inverso e funzionale, in questo caso, di apertura e confronto con i propri interlocutori. Alla base, sicuramente, la volontà di sfatare alcuni miti attorno alla grande industria di fast food, ma allo stesso tempo la volontà di comprendere al meglio quali fossero i dubbi, gli interrogativi, le richieste di tutti coloro che interagiscono con McDonald’s, per conoscere meglio le loro motivazioni ed i loro schemi.

Conclusioni

Prima delle parole, le persone. Perché il pubblico è relazione.
Le parole sono fondamentali, sì. Ma se veicolate nel modo corretto. Le parole che scegliamo rimangono confinate al loro spazio se non c’è qualcuno dall’altra parte a raccoglierne il senso.

Inizia dal conoscere il tuo pubblico, prima di progettare la strategia. Lavora sulla relazione perché ti aiuterà nelle intuizioni più profonde e nella realizzazione di una strategia pensata ad hoc!

E dopo aver studiato e conosciuto a fondo i tuoi interlocutori, potrai procedere alla pianificazione di un’ottima strategia.

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